Suicidio coreano per lo scandalo Hacking Team

Mazzetta

Un ufficiale del governo coreano si è suicidato lasciando una nota nella quale nega che il National Intelligence Service abbia spiato i cittadini intercettando telefoni e computer. Lo scoppio dello scandalo Hacking Team ha per ora avuto più conseguenze in Corea del Sud che in Italia.

Fa rumore in Corea del Sud il suicidio di un agente del NIS (National Intelligence Service), che è stato trovato morto all’interno della sua auto parcheggiata sulle colline a Sud di Seul sabato scorso. Il quaranteseienne ha lasciato una nota, poi diffusa dalla polizia, nella quale afferma che il NIS «davvero non ha spiato» i cittadini o attività elettorali. L’uomo si è poi scusato con i colleghi perché il suo «eccesso di zelo» nel lavoro ha creato la «situazione odierna».

Gli uomini dei servizi hanno comunicato oggi che l’uomo è il responsabile degli acquisti di sistemi per l’intercettazione di computer e telefoni…

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